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Storia di Atessa , antica città della Val di Sangro

Atessa-StemmaPercorrendo la Val di Sangro dalla foce del fiume verso l' interno, gli occhi donano all' animo un particolare sollievo ed un senso di pacatezza nel vedere i numerosi paesi che si affacciano sulla valle. In particolare, uno di essi è  Atessa che domina la vallata dall' alto delle sue colline. Ho ricevuto, dal caro amico Duilio Fornarola, un bellissimo articolo sulla Città di Atessa, che volentieri pubblico, assieme ad alcune stupende foto su Atessa, ricevute da Annunziato Finoli, che sull' arte della fotografia, ha tanto da offrire. Chiedo scusa ad Annunziato se le sue foto sono state compresse e ridimensionate, per risparmiare spazio sul server. Naturalmente, per ingrandire le foto, cliccare sulle miniature.

Breve storia di Atessa

I primi dati storici sulla esistenza della Città di Atessa,

rimontano a date anteriori alla caduta dell' Impero Romano d' Occidente. Con l' invasione barbarica, Atessa ebbe molto a soffrire e soltanto verso il 568 d.C. si hanno notizie più certe e maggiormente attendibili.

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Lo storico atessano Tommaso Bartoletti, sulla scorta del Muratori ed altri insigni storici e cronisti, e quasi in armonia con la leggenda, ci attesta che in quell' epoca la città di Atessa era divisa in due rioni: ATE e TIXE, con le chiese Santa Croce e S. Michele Arcangelo. Ci conferma pure che nell' epoca stessa erano già ultimate le chiese di S. Giovanni e  S. Leucio, erette proprio nella località malarica ed acquitrinosa voluta dalla leggenda e successivamente bonificata dai monaci Basiliani.

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Al tempo del feudalesimo Atessa, col guastaldato Chietino, appartenne per tutto il secolo VIII al Ducato di Benevento; poi, con la venuta di Carlo Magno passò sotto quello di Spoleto. Nel 1027, e precisamente con donazione datata 9 luglio - 15 agosto, il Conte Azo di Chieti assegnò alla chiesa di S. Leucio alcuni feudi e vi accrebbe il numero dei canonici, decorandoli con molti privilegi. Nel 1118 Andrea, vescovo a Chieti, decorò la stessa Chiesa di S. Leucio della prerogativa di giurisdizione vescovile e sotto il pontificato di Alessandro III ne venne aumentata la giurisdizione aggregando Colledimezzo, Carpineto Sinello, e Casalanguida ed altri paesi e col privilegio del  dipendere direttamente dalla Santa Sede.

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Una prova sicura su ciò si ha dalla rappresentazione delle chiavi apostoliche nell' apice del primo arco gotico della porta maggiore d' accesso al Tempio, tuttora visibile. Nel 1180, secondo il Battiloro, Atessa contribuì nella guerra della 2^ Crociata con uomini, armi ed inservienti. Verso il secolo XII, Atessa si arricchì di varie comunità religiose, e fu fra le prime città italiche a fondare ospedali (Ospedale San Nicola nel 1261) ad istituire scuole (1300), dando così prova di civiltà e indipendenza, reggendosi con Statuti Municipali propri, rarissimi in tutta Italia. Nel 1478 il Re Ferdinando, tra le altre università che assegnò in dote alla regina sua consorte, le diede Atessa con tutte le sue giurisdizioni ed impero, per averne conosciuta la decisa fedeltà. Pertanto ne venne a prendere possesso in nome della Regina, Bartolomeo Veri, ambasciatore del Re d' Aragona, suocero di Ferdinando, ed a dare il giuramento di fedeltà a cui intervennero tutti i feudatari.

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Successivamente la Corte Spagnola diede in compenso a Fabrizio Colonna, a titolo di dominio utile dieci paesi tra cui Atessa, secondo il privilegio di Ferdinando d' Aragona del 1507, ratificato il Segovia nel 1514 e controfirmato da Carlo V nel 1516. Alla funesta notizia della concessione di Atessa al Colonna, il popolo si mosse a terribile e sanguinosa rivolta, volendo restar libero, come fino ad allora lo era stato. Nel furore popolare furono disprezzati e vilipesi gli ordini dei Colonna, il quale minacciò castighi e scempi. Sbolliti i furori e le rappresaglie, le minacce del Colonna dovettero essere placate con l' offerta di 4000 ducati in oro. Nel 1504 e successivamente nel 1525 e 1530, delle terribili pestilenze fiaccarono le energie e le risorse della popolazione, riducendone il numero. I decenni successivi furono estremamente miseri per la tenace popolazione e l' università atessana cadde in una crisi che ne minò la vitalità. Nel 1636 una nuova epidemia di peste si abbattè sulla popolazione e nell' occasione, sul vicino colle, fu innalzata una colonna votiva al nome di S. Cristoforo, del quale si era invocato il patrocinio. Per questi ultimi tre secoli, ed in particolare per il periodo comprendente la Rivoluzione Francese, esiste una vasta e precisa documentazione, in archivio ed in pubblicazioni, su ciò che è stata la vita di questa vetusta e nobile città.

Articolo scritto da Duilio Fornarola

Le foto sono state gentilmente concesse da Annunziato Finoli