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Sehnsucht nach dem Frühling di Mozart: Federica Di Giovanni

Inviato da giovanninews on Ven, 07/06/2013 - 17:54

Federica Di Giovanni canta Sehnsucht nach dem Frühling (KV 596), in italiano Nostalgia di primavera, è un Lied composto da Mozart a gennaio del 1791; il testo è di C. A. Overbeck e fu pubblicato per la prima volta nel 1775 col titolo Fritzchen an den Mai (Il piccolo Federico al mese di maggio).

Mozart inserì il Lied Sehnsucht nach dem Frühling nel proprio catalogo con altri due Lieder:  Der Frühling (KV 597), in italiano La primavera, e Das Kinderspiel (KV 598), in italiano Gioco di bambini; i tre Lieder, portavano il titolo comune di Drei Teutsche Lieder, in italiano Tre Lieder tedeschi.

Sehnsucht nach dem Frühling divenne molto popolare ed è tuttora cantato in Germania.

Il Lied è stato costruito sulla base di una canzoncina svedese molto conosciuta (Ich bin ein Schwabenmädchen, in italiano Sono una ragazza svedese).

Sehnsucht nach dem Frühling è composto da una serie di strofe che rincorrono continuamente una tenera melodia determinando una struggente semplicità della composizione.

Mozart compose Sehnsucht nach dem Frühling a gennaio del 1791 e a dicembre dello stesso anno morì.

Da Wikipedia : "La malattia e la morte di Mozart sono stati e sono tuttora un difficile argomento di studio, oscurato da leggende romantiche e farcito di teorie contrastanti. Gli studiosi sono in disaccordo sul corso del declino della salute di Mozart, in particolare sul momento in cui Mozart divenne conscio della sua morte imminente e se questa consapevolezza influenzò le sue ultime opere. L'idea romantica sostiene che il declino di Mozart fu graduale e che la sua prospettiva e le sue composizioni declinarono anch'esse in ugual misura. Al contrario, qualche erudito suo contemporaneo sottolineò come Mozart nell'ultimo anno fosse di buon umore e che la morte giunse inattesa anche per gli amici e la famiglia stessa".

Alfred Einstein (op. cit., p. 340), su Sehnsucht nach dem Frühling scrisse: "Il tema possiede quella serenità rassegnata derivante dal fatto che Mozart si rende conto che si tratta della sua ultima primavera, ma la cosa più commovente di questo tema è la sua espressività: Mozart ha ricevuto il dono divino di poter esprimere la sua sofferenza".

Ulteriori informazioni sulla Musica Vocale di Mozart possono essere reperite da un ottimo articolo sul sito web Circolo della Cultura e delle Arti da cui anch' io ho attinto.

Adesso possiamo anche ascoltare il Lied di Mozart Sehnsucht nach dem Frühling cantato dal giovane soprano Federica Di Giovanni il 17/05/2013 nella sala Bellisario del Conservatorio di Musica di Pescara.

Il testo del Lied Sehnsucht nach dem Frühling in originale e tradotto in italiano
Sehnsucht nach dem Fruhling Nostalgia di primavera

Komm, lieber Mai, und mache

Die Bäume wieder grün,

Und laß mir an dem Bache

Die kleinen Veilchen blüh’n!

 

Wie möcht’ ich doch so gerne

Ein Veilchen wieder seh’n!

Ach, lieber Mai, wie gerne

Einmal spazieren geh’n!

 

Zwar Wintertage haben

Wohl auch der Freuden viel;

Man kann im Schnee eins traben

Und treibt manch’ Abendspiel;

 

Baut Häuserchen von Karten

Und treibt Blindekuh und Pfand;

Auch gibt’s wohl Schlittenfahrten

Aufs liebe freie Land.

 

Doch wenn die Vöglein singen,

Und wir dann froh und flink

Auf grünen Rasen springen,

Das ist ein ander Ding!

 

Jetzt muß mein Steckenpferdchen

Dort in dem Winkel steh’n,

Denn draußen in dem Gärtchen

Kann man vor Kot nicht geh’n.

 

Am meisten aber dauert

Mich Fiekchens Herzeleid.

Das arme Mädchen lauert

Recht auf die Blumenzeit!

 

Umsonst hol’ ich ihr Spielchen

Zum Zeitvertreib herbei:

Sie sitzt in ihrem Stühlchen

Wie’s Hühnchen auf dem Ei.

 

Ach, wenn’s doch erst gelinder

Und grüner draußen wär’!

Komm, lieber Mai, wir Kinder,

Wir bitten dich gar sehr!

 

O komm und bring’ vor allen

Uns viele Veilchen mit!

Bring’ auch viel Nachtigallen

Und schöne Kuckucks mit!

Vieni, caro maggio, e rendi

gli alberi di nuovo verdi,

e sul ruscello fammi sbocciare

le piccole violette!

 

Quanto vorrei di nuovo

rivedere una violetta!

Ah, caro maggio, quanto vorrei

andarmene a spasso!

 

È vero che i giorni d’inverno

sono anch’essi ricchi di piaceri;

si può trotterellare nella neve

e fare molti giochi di sera:

 

si costruiscono castelli di carte,

si gioca a moscacieca e ai pegni;

ci sono anche le corse in slitta

nell’aperta campagna.

 

Ma quando gli uccellini cantano

e noi lieti e svelti

saltiamo sui verdi prati

è un’altra cosa!

 

Ora il mio cavalluccio di legno

deve starsene là nell’angolo,

perché fuori nel giardinetto

non si può camminare per il fango.

 

Ma soprattutto mi rattrista

il cruccio della piccola Sofia.

La poverina attende impaziente

che arrivi la stagione dei fiori!

 

Invano per passare il tempo

le porto dei giocattoli:

se ne sta seduta sulla sua seggiolina

come una gallinella sull’uovo.

 

Ah, se solo là fuori

fosse più mite e più verde!

Veni, caro maggio, noi bimbi

ti preghiamo con tutto il cuore!

 

Oh, vieni e soprattutto

portaci tante violette!

Portaci anche tanti usignoli

e dei bei cucù!