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Disabili abbandonati dalle istituzioni : succede a Penne

Inviato da giovanninews on Ven, 09/02/2018 - 14:28

Onlus Abbattiamo le barriereQuando le istituzioni in 24 ore risolvono gli interessi dei potenti ed al contrario, tramite la burocrazia, non danno risposte ai diritti negati ai più deboli, vuol dire che le istituzioni hanno fallito.

Non ci sono scuse dicendo che i soldi non ci sono, perchè non è vero, perchè di soldi per i grandi potentati se ne trovano in abbondanza, mentre i tagli al sociale, da ciò che si vede, arricchiscono i ricchi aumentando il debito e l' abbandono, sempre dei più deboli, ed abbiamo anche disabili abbandonati.

Tutto questo succede a Penne, una cittadina dell' interno abruzzese dove a 38 disabili, 20 di Penne e 18 dei comuni limitrofi, dopo tantissimi anni viene negata assistenza, riabilitazione ed integrazione chiudendo un servizio di semi-residenzialità.

Il tutto si scopre all' inizio del mese di novembre 2017, quando i giochi sembrano ormai già stabiliti. L' amministrazione comunale, tramite l' assessorato alle politiche sociali, da sola  non è in grado di dare risposte concrete; il Comune arriva da 25 anni di amministrazione fallimentare e non lungimirante e non ha una lira per affrontare il problema.

In questo caso la O.N.L.U.S. "Abbattiamo le barriere", organizza assemblee, convegni e manifestazioni per portare tutti a conoscenza dell' abbandono dei disabili.

Lettera alle famiglie dei disabiliNel mese di Gennaio intanto le famiglie che hanno avuto assistenza fino ad allora ricevono una lettera dove si comunica la cessazione del servizio di assistenza e riabilitazione situato a Penne a partire dal 1/02/2018.

L' ultima manifestazione che denuncia l' abbandono dei disabili si svolge a Penne in data 03/02/2018 della quale riporto di seguito la parte di un video pubblicato su Facebook e che ripubblico su YouTube ai fini di una migliore accessibilità e diffusione.

Manifestazione in difesa dei disabili abbandonati a Penne del 3 Febbraio 2018

Nel video si vede una mamma che legge una lettera e dice:

"Sono la mamma di Francesco, uno dei 38 ragazzi speciali ... di cui ultimamente si parla tanto, non per solidarietà ma per le ingiustizie che stanno subendo, soprattutto a causa dell' indifferenza di chi ha il dovere di proteggerli.

Mi faccio portavoce di tutte le mamme, soprattutto dei piccoli, che stanno giustamente aspettando delle risposte dai signori della Regione, dai Comuni, dalla Fondazione e non da meno anche la Chiesa, che oltretutto ha già ricevuto tante richieste da parte nostra.

Noi vorremmo capire perchè le Istituzioni, la Chiesa, sono sempre completamente assenti, quando invece dovrebbero essere i primi a proteggere questi figli più deboli. Vorremmo capire perchè i signori politici sono così silenziosi, perchè non hanno il coraggio di affrontarci e darci delle risposte concrete, perchè si rifiutano di venire alle nostre manifestazioni ed avere un faccia a faccia con noi.

I perchè sono tanti ma le risposte non ci sono mai, c'è sempre tanto silenzio intorno a tanta ingiustizia subita da questi ragazzi già provati da un destino che li ha resi speciali, ma con le difficoltà che solo noi familiari conosciamo.

Tutto si conclude sempre nell' indifferenza e nel silenzio totale davanti al loro diritto di continuare a sentirsi vivi, partecipi di una quotidianità adatta alle loro esigenze speciali, e nel caso dei bambini in età evolutiva viene negata l' opportunità per raggiungere quel poco di autonomia che altrimenti non raggiungerebbero mai.

Ecco signori, l' importanza del semi-residenziale è proprio questo che oltretutto lo distingue dal sempice ambulatoriale.

Molte volte ci siamo sentiti accusati di voler usufruire della Fondazione perchè vogliamo liberarci dei nostri figli e che la Fondazione per noi è solo un parcheggio; mi dispiace, non è così. Non mi vergogno a dire che in quelle ore siamo più rilassati, lavoriamo e ci dedichiamo ai nostri figli, gli altri figli che comunque subiscono ovviamente i disagi che la disabilità comporta perchè quando nasce un bambino disabile tutta la famiglia diventa disabile e spesso lasciata sola come sta succedendo adesso a Penne.

Per questo signori politici, rappresentanti della Chiesa, Comuni, Regioni, noi tutti coinvolti in questa vicenda incresciosa chiediamo risposte concrete, fatti, sentire che ci siete, che proteggete e capite le esigenze di queste meravigliose creature che sicuramente non meritano di essere abbandonate in questo modo.

Non parlate inutilmente di integrazione, umanità e accoglienza quando poi i fatti dimostrano il contrario. Dimostrate che ci siete, riflettete su queste tre definizioni, integrazione, umanità e accoglienza e dimostrateci che vi impegnerete a dare voce a questi ragazzi e che ancora possiamo credere in qualcosa di buono, che possiamo credere in voi.

Grazie per la vostra attenzione. Una mamma delusa ma fiera di suo figlio".

Alessandro, un giovane disabile dice:

"Ringrazio queste mamme che io capisco che cosa hanno provato a parlare a questa folla perchè per loro è veramente difficile parlare dei loro problemi, perchè quello che stava dicendo mio padre prima è che ci troviamo abbandonati da tutti e il problema rimane solo di chi ce l' ha.

Purtroppo è questo, il problema è di chi ce l' ha e non sta bene perchè il problema non è solo nostro ma di una società, una società che non ci vuole, che non ci accoglie e che non ci da modo di fare una vita normale.

A noi questo Centro ci serve affinchè possiamo integrarci in una società, essere considerati normali e avere un nostro ambito sociale dove relazionarci, per avere una famiglia in quel Centro, e quindi noi vogliamo che questo Centro, oppure che sia un altro Centro, comunque che sia una realtà parallela a quella che avevamo affinchè i ragazzi possano avere una vita normale e le famiglie possano respirare un pò, perchè non è peccato che le famiglie debbono respirare qualche ora di relax, perchè non è detto che le famiglie devono morire insieme ai ragazzi.

Insieme a questi  ragazzi disabili ci sono anche fratelli che comunque sono piccoli, che comunque devono essere accuditi dai genitori ugualmente. Non è che il genitore ha il disabile e l' altro figlio lo può abbandonare, l' altro figlio ha lo stesso bisogno di cure, come ce le hanno i vostri figli, come un qualsiasi figlio normale.

Quindi molte volte la famiglia di un disabile si butta tutto a capofitto sul disabile lasciando il figlio tra virgolette normale, ma perchè questo ? Perchè l' istituzione non da una mano alle famiglie affinchè possa occuparsi della famiglia in toto, del marito. Certe mogli abbandonano il marito perchè si buttano sul figlio disabile.

Quindi noi vogliamo che l' istituzione ci aiuti, l' istituzione intesa come Comune, come Regione, perchè noi quì, nel comprensorio vestino paghiamo le tasse come quelli di Pescara e ci siamo stufati di vedere che Pescara, Pescara, portiamo tutti a Pescara, pure quà vogliamo che rimanga un Centro a Penne, non vogliamo andare a Pescara, noi siamo di Penne e vogliamo che rimanga per i ragazzi a Penne".

Un altro signore dice:

"...La disabilità purtroppo è un problema reale con cui bisogna fare i conti tutti i giorni, le famiglie sono stressate, sono ormai oberate di lavoro, perchè come dice Alessandro è giusto che una famiglia abbia anche qualche ora di riposo, ma se i figli vengono abbandonati le famiglie non possono lasciarli .... nel momento in cui non si fa più un servizio perchè non ci sono i soldi, un paese che abbandona gli ultimi è un paese che è tecnicamente fallito.
L' Italia è un paese fallito perchè ha abbandonato i suoi cittadini più deboli e quando uno è debole è facile dire che non ci sono i soldi.

Hanno cercato di rubarci tutto, ci hanno rubato di tutto, ci hanno rubato l' Ospedale, ci hanno rubato i centri di riabilitazione, ci hanno rubato qualsiasi cosa, ma una cosa non ce la ruberanno mai, la dignità e la forza di combattere.

Noi combatteremo fino all' estremo, sia per riavere quello che avevamo che era il centro di riabilitazione e sia per riavere l' Ospedale, perchè l' Ospedale diventa fondamentale anche per la disabilità; è un punto di riferimento per chi ha bisogno appunto di essere curato.

L' unica amarezza che ho la dico, scusatemi ma, siamo troppo pochi, siamo sempre troppo pochi, siamo sempre troppo pochi. Non possiamo ricordarci di avere problemi quando le cose capitano, no, dobbiamo combattere sempre per avere il diritto per quello che ci spetta.

La salute ci spetta, la riabilitazione ci spetta, e non dobbiamo fare cinquanta chilometri o sessanta chilometri, perchè ci sono anche famiglie che non se lo possono permettere, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista logistico, quindi ci batteremo fino alla fine...".

Penne : disabili abbandonati dalle istituzioni

AGGIORNAMENTO del 16/07/2019

Sono stati riammessi nella struttura i disabili adulti gravi.

L'Associazione "Abbattiamo le Barriere" vince su tutti ed ottiene la riapertura della Paolo VI a Penne