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PENNE : Città d' arte dell' Abruzzo

Le origini della Città di Penne sono ignote e la storia di Penne comincia con l’arrivo del popolo dei Vestini nel territorio d' Abruzzo; per questo è stata chiamata da Strabone "Pinna Vestinorum". Si è pensato che le origini del nome possano essere ricondotte alla Dea Vesta. Perciò Penne è una città pre-Romana, come è documentato da scoperte archeologiche.

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Le prime notizie della città di Penne, testimoniate da Tito Livio, risalgono al 326- 325 avanti Cristo e sono inerenti alla alleanza di Penne con i Sanniti nelle guerre contro Roma ed alla resistenza ai Romani durante l'invasione del proprio territorio, invasione capeggiata dal console Giulio Bruto Scevola. I Vestini hanno resistito per molto tempo ma alla fine si sono arresi ed hanno accettato l'alleanza con Roma.

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I Vestini hanno fatto parte della Seconda Guerra Punica guerreggiando dalla parte dei Romani e combattendo coraggiosamente come è raccontato da Polibio e Silio Italico (che ha ammirato l’ antica città di Penne, famosa per i suoi boschetti di ulivi e per i pascoli). Già dal periodo romano la Città di Penne aveva collegamenti con Atri; ne è la prova una strada che collegava le due città. Durante la guerra sociale, una parte dei Vestini si ribellarono a Roma e Penne, come Atri, rimasta fedele a Roma, ottenne il Senato (S.P.Q.P. – Senatus Populusque Pinnensis).

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Durante il periodo Longobardo Penne divenne una contea. Nel 773 arrivò Carlo Magno che donò a Penne la "Provincia Pennese" come testimonia un documento nell' Archivio Capitolare della città, e nel quale si legge che la provincia si estende in Abruzzo dal fiume Aterno al fiume Vomano.

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Va ricordato che la Città di Penne, nel periodo seguente, ricevette la visita dell' Imperatore Ludovico II°, che quì firmò il documento di concessione dell' abbazia di S. Clemente in Casauria (874), e nuovamente le visite di Ottone (968), del Papa Pasquale (1110) e di Ruggero d' Altavilla (1127). In seguito la Città di Penne fu occupata dai Normanni, che, come traccia evidente del loro passaggio, hanno lasciato la Torre dei Normanni, situata al lato della Porta di San Francesco.

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Più tardi Penne passò nelle mani della Casa di Svevia e ancora dopo in quelle della Casa degli Angioini. La Città di Penne era circondata da forti mura e difesa da quattro castelli su quattro colline: il Cappuccino su una montagnola, il Castello su un’ altra montagnola, Colleromano  su un’ altra e Roccabruna, dove fu edificata la cattedrale, su un’ altra montagnola. Nel periodo medievale la vita religiosa e l' attività dei vescovi, per i quali fu costruita la cattedrale, l’ arte ebbe una considerazione particolare. La costruzione della cattedrale iniziò intorno all' anno 1000 e terminò nel periodo Gotico; fu modificata nel  Rinascimento e nel periodo Barocco. La cattedrale fu bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, poi ricostruita e riportata alla sua semplicità originale. Nel suo interno è possibile ammirare bassorilievi Romanici, un crocifisso del XIII secolo, un busto di S. Massimo e la cripta con colonne Romaniche.

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Anche la chiesa di S. Agostino è Romanica ed è stato modificata nel periodo Barocco. Altri monumenti iniziati nel XIV secolo e finiti durante il secolo successivo sono: la chiesa di S. Domenico con il convento che risale al 1280, la chiesa di S. Giovanni Evangelista, la campana che torreggia la cattedrale, S. Maria in Colleromano (XIV secolo) il cui edificio originale è stato modificato nel 1500. Il magnifico portale e la ricchezza delle sue sculture sono opera di una scuola locale originaria di Atri.

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La Città di Penne ha sofferto molto nella guerra tra gli Angioini e gli Aragonesi: è stato distrutta ed incendiata, e di nuovo ha avuto lo stesso destino quando, nel XV secolo, fu occupata dai  soldati Aquilani. Il periodo seguente, con la dominazione dei Farnese fu, comunque, particolarmente felice per la città. Penne a metà del XVI secolo aveva più di 4000 abitanti, che divennero più di 5000 alla fine del secolo. Un famoso documento del tempo è lo "Statuto Municipale" della Città di Penne, ricordato con il nome di "Codice Catena". Dai Farnese, la Città di Penne è passata a Margherita D' Austria e quindi a Carlo III° di Borbone. Nei suoi "Viaggi in Abruzzo" del 1600 il frate domenicano Serafino Razzi ha scritto di Penne:  "La città ed i suoi dintorni fertilissimi produce grano, ottimo vino, una grande abbondanza di olio, meloni ed una grande varietà di frutta. Ci sono molti boschi nelle montagne vicine; acqua da fontane e fiumi abbondanti; aria salubre; gli abitanti sono uomini buoni e semplici”. Vanno menzionate la chiesa dei Cappuccini del XVI secolo e la chiesa di S. Giovanni Battista del XVII. Fra gli edifici monumentali della Città c'è quello di Margherita D' Austria, quello della famiglia Castiglione ( XVII - XVIII secolo ) e quello di Sterlich - Aliprandi ( del XVIII secolo ).

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A dicembre del 1798 la Città di Penne fu occupata dai francesi; i cittadini di Penne fecero parte della Repubblica Partenopea del 1799. All' inizio del XIX secolo la popolazione di Penne era arrivata a 7000 abitanti ed alla fine del secolo a più di 10000 abitanti. E’ rimasta famosa la rivolta dei Carbonari del 1814 che fu soffocata dall' intervento di Murat. Nel 1816 Penne divenne la città principale del distretto ed è rimasta tale fino al 1837, anno dell' insurrezione contro i Borboni. Vanno ricordati i movimenti Mazziniani del 1849 e del 1860. Nel nuovo Parlamento Italiano, quello che a Torino il 14 marzo 1861 ha votato la proclamazione del regno di Italia, Penne, come collegio elettorale in Abruzzo, ebbe il diritto di partecipare con un deputato.

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Dopo l' Unità d’ Italia, la Città di Penne, sfortunatamente, da allora, a causa della posizione geografica (all' interno dell' Abruzzo ), economica e sociale, ha perso importanza, specialmente nei confronti dei nuovi centri nati sulla costa dell' Abruzzo. Comunque, gli spazi della città antica rimangono vivi ed accessibili con tutta l' evidenza delle varie età storiche. La Città di Penne è ancora molto viva con varie attività artistiche e culturali come il Premio Penne e la continua produzione di Arte tramite una qualificata Scuola locale, tra le più quotate d' Abruzzo.

Le foto sono state gentilmente concesse da Amedeo Pomponi

Commenti

Sono Napoletano... quando risiedevo nella mia cittá natale passavo, spesso, per "via Luca da Penne". Ne ho letto la biografia e, per capillaritá culturale, hovoluto imparare la storia essenziale del Vostro Comune... ne sono rimasto ammirato e grato... quanta ricchezza sconosciuta abbiamo, in Italia, e quanti pregiudizi sfortunati sono ancora alimentati verso il Meridione... d'altra parte, la divulgazione e, con essa, l' apprendimento, sono i mezzi migliori per ridurre, se non eliminare, le ingiustizie verbali e scrite che vi sono ancora, in giro...

Grazie, di cuore, a "Luca da Penne" ed a quanto avete scritto., della Vostra Storia .. oggi, ho guadagnato il "mio pane quotidiano-culturale" ...

aldo. tormto, canadá