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Giulio Caccini: Amarilli e il madrigale monodico

Inviato da giovanninews on Gio, 02/10/2014 - 17:34

Le nuove musiche di Giulio Caccini: frontespizio Amarilli è un madrigale di Giulio Caccini che fa parte della raccolta di Madrigali e Arie intitolata "Le nuove musiche" e pubblicata nel 1601.

Giulio Caccini è stato un cantante, musicista e compositore molto attivo tra la fine del Rinascimento e l' inizio dell' Età Barocca.

Era questo il periodo della musica italiana in cui la musica e la canzone in particolare subivano una forte evoluzione; la musica e la canzone, viste fino ad allora solo come una forma di diletto per l' anima e il cuore, cominciano ad assumere un aspetto sempre più professionale.

Il musicista ed il cantante, da semplici artisti, diventano veri professionisti.

Il madrigale diventa la musica nuova

Le musiche e le canzoni, mentre prima erano solo una espressione popolare, nel Rinascimento sono arricchite sia tecnicamente con l' invenzione di nuovi strumenti e sia stilisticamente con uno studio più attento della voce e delle parole.

I chitarroni: strumenti musicali del Rinascimento Le musiche e le canzoni entrano con impeto nelle corti europee e Giulio Caccini, riconosciuto precocemente come un talento, studiò, insegnò e visse a Firenze alla corte dei Medici.

Il madrigale fu una forma di composizione musicale e lirica prettamente italiana. Il madrigale nacque intorno al 1300 ed all' inizio era una specie di canto pastorale a più voci; la canzone era composta da una serie di brevi strofette che terminavano con una rima baciata.

Nel Rinascimento il madrigale diventò una espressione musicale ben più ricca e complessa che culminò nel Barocco.

Il madrigale si diffuse anche fuori dai confini nazionali, divenendo molto popolare soprattutto in Inghilterra, che ebbe i suoi compositori; nei paesi germanici si diffondevano e si perfezionavano i lieder.

Gli strumenti musicali allora in voga erano i cordofoni come il cembalo, il liuto, la tiorba, il chitarrone, l' arpa e la viola, oltre a numerosi strumenti a fiato. Il chitarrone era un tipo di arciliuto, caratterizzato da un lunghissimo manico e caviglieri distanziati; il chitarrone poteva avere uno, due o tre fori di risonanza. Anche la tiorba era un tipo di arciliuto o liuto basso; gli arciliuti erano caratterizzati da corde basse non tastate fissate ad un cavigliere aggiunto.

Tiorbe: strumenti musicali del Rinascimento In un contesto musicale dominato dalla musica sacra fino al 1400, il madrigale è la nuova musica, la musica profana, la musica moderna. In questo contesto, tra la fine del 1500 e l' inizio del 1600, si inserisce la figura di Giulio Caccini, importante per le innovazioni date alla nuova musica ed al nuovo canto.

Giulio Caccini e il madrigale monodico

Il madrigale tradizionale, una composizione di due o tre strofe con ritornello ripetuto per più voci, solitamente cinque, accompagnato da strumenti che seguono l' evoluzione della voce, nella nuova musica subisce notevoli evoluzioni.

Il madrigale, con Giulio Caccini, diventa monostrofico; la strofa diventa più o meno lunga ed assume sempre più la forma del componimento. La voce, da polifonica, diventa monodica ed il canto, pur passando attraverso diverse dissonanze, mantiene il tono del basso continuo.

Un esempio molto conosciuto di madrigale monostrofico e monodico di Giulio Caccini è Amarilli del quale riporto il testo:

Amarilli mia bella

Nò credi ò del mio cor dolce desio

D' esser tu l' amor mio

Credilo pur, è se timor t' assale

Prendi questo mio strale

Aprim' il petto, è vedrai scritto il core

Amarilli Amarilli Amarilli e'l mio amore

Credilo pur, è se timor t' assale

Prendi questo mio strale

Aprim' il petto, è vedrai scritto il core

Amarilli Amarilli Amarilli e'l mio amore

Amarilli e'l mio amore.

L' importanza di Giulio Caccini sta inoltre nell' aver pubblicato nel 1601 la raccolta di arie e madrigali "Le nuove musiche" che, oltre al madrigale citato, contiene una lunga e dettagliata presentazione "AI LETTORI"; quì, Giulio Caccini, da una ampia spiegazione della nuova musica, parla del crescere e dello scemare della voce, delle esclamazioni e dei trilli, di altri ornamenti per la buona maniera di cantare.

In particolare, nella presentazione a "Le nuove musiche", Giulio Caccini spiega ai lettori le ragioni che lo indussero alla composizione del canto per una voce sola, il canto monodico.

E' per questo che Giulio Caccini è stato uno dei precursori del melodramma, che a sua volta darà origine all' opera.

Gli appassionati ed i più curiosi possono scaricare da IMSLP la raccolta di Arie e Madrigali "Le nuove musiche"; il madrigale Amarilli, oltre che nella citata opera, è presente anche nell' opera "Arie antiche" di Alessandro Parisotti, presente sempre su IMSLP.

Ora ascoltiamo Federica Di Giovanni che canta Amarilli accompagnata da un pianoforte (manca putroppo il chitarrone).

Amarilli di Giulio Caccini: canta Federica Di Giovanni