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Barenboim a Che tempo che fa in un Improvviso di Schubert

Inviato da giovanninews on Sab, 29/11/2014 - 10:51

Daniel Barenboim che dirige l' orchestra Daniel Barenboim, il 23 novembre 2014, è nuovamente tornato come ospite alla trasmissione Rai "Che tempo che fa" di Fabio Fazio per dilettare ancora il nostro spirito e le nostre orecchie.

Daniel Barenboim si ascolta con grande piacere e la Rai, con le nuove tecnologie, ci offre la meravigliosa occasione di rivedere Daniel Barenboim all' infinito e quindi riflettere sulle sue idee e sulla musica.

La cosa che subito colpisce è lo spirito gioioso e giocoso di Daniel Barenboim; introdotto alla trasmissione da una registrazione in cui dirige l' Orchestra e il Coro della Scala di Milano che eseguono un Requiem, inizia subito con una battuta:

- Sono stato sorpreso di essere presentato con un Requiem, non sono ancora al "cimiterio" ! -

Il sorriso e gli occhietti vispi di Barenboim conquistano subito il pubblico. La gioia e la dolce semplicità di Barenboim si notano immediatamente, dalle sue prime parole, mentre parla del nipotino appena nato.

Daniel Barenboim ride durante l' intervista

Daniel Barenboim elogia subito l' Orchestra della Scala di Milano che in questi anni ha diretto, una Orchestra notevole, con le caratteristiche della grande professionalità e bravura, ma soprattutto per la sua grande curiosità: l' Orchestra della Scala, ad ogni occasione di esecuzione, anche dello stesso brano, ha la grande curiosità di volere scoprire aspetti sempre nuovi e diversi.

Cos' è la musica per Daniel Barenboim

Parlando di musica, Daniel Berenboim dice che anche se la tecnica è molto importante, ciò che fa grande un musicista, un direttore o un' orchestra, è il riuscire a tradurre il pensiero in musica. Tanta gente, sia musicisti che ascoltatori, ha anche paura del pensiero della musica perchè la musica non si può definire; la musica può significare cose diverse per diverse persone, ma anche per la stessa persona in momenti diversi della vita.

Barenboim dice che la migliore definizione della musica è quella di Ferruccio Busoni che la definisce come "Aria sonora", che dice tutto e dice niente. Per capire il pensiero nella musica bisogna partire da come si fa la musica: la musica non è una professione, la musica è un modo di vita che si può fare soltanto con professionalità e sono due cose diverse.

Per Barenboim il modo di vita del musicista è una cosa più complessa del vivere quotidiano, perchè nella vita quotidiana siamo obbligati a fare una cosa alla volta; ad esempio, in un dialogo, vi è uno che parla ed uno che ascolta. Nel fare la musica, invece, il dialogo avviene simultaneamente; tutto nella musica è simultaneo, non c' è musica che è soltanto triste o soltanto allegra.

Nella musica è sempre tutto simultaneo e la musica da anche la possibilità di sentire certe emozioni che fuori dalla musica non si possono sentire, come l' eternità o la morte, per esempio quando finisce l' ultima nota di un concerto, il suono che muore. Queste cose che non si posso sentire nella vita quotidiana, si sentono nella musica e bisogna avere la capacità e la volontà di riflettere su di esse.

Come sviluppare la cultura musicale secondo Barenboim

Daniel Barenboim lancia poi una frecciata al sistema dicendo che la musica non può vivere in una torre di avorio, nelle scuole non vi è una educazione musicale ed i politici che devono prendere le decisioni, perchè la musica non la capiscono, non vedono l' importanza della musica; dicono che la musica è una cosa per l' elite. La musica è invece tutto il contrario dell' elitismo e riesce a trasmettere sensazioni e cose molto importanti anche a chi la musica non la conosce.

La musica non è per tutti allo stesso modo, perchè c' è chi la sa fare e chi no; l' insegnamento della musica, con programmi ben congegnati, dovrebbe iniziare fin dai primi anni di vita in modo da avere un sistema dove anche la musica possa avere la sua parte.

La musica può portare la pace

Daniel Barenboim, oltre che un grande musicista, è anche profondamente un uomo di pace; è l' unico uomo al mondo ad avere un passaporto israeliano/palestinese, è quindi cittadino di due stati in eterno conflitto. Parla quindi del conflitto israele-palestiniano e del colloquio avuto con il papa.

Per Barenboim è l' amore che può risolvere il conflitto di questi due popoli, l' unica forza che può cambiare il mondo, e l' amore è il tema del "Fidelio" di Beethoven che Barenboim dirigerà alla Scala di Milano il 7 dicembre.

Barenboim esegue l' Improvviso in Lab maggiore n. 2 op. 142 di Schubert 

Viene presentato anche l' ultimo CD di Barenboim che contiene le Sonate per pianoforte di Schubert; Barenboim suonerà il ciclo completo delle Sonate di Shubert alla Scala di Milano in quattro concerti, il 3, il 12, il 15 ed il 22 dicembre.

Barenboim definisce Schubert il maestro dell' insinuazione; Schubert è stato per Barenboim una grande scoperta, che ha veramente conosciuto in questi ultimi anni.

Pur avendo in giovinezza eseguito ed imparato alcune delle Sonate di Schubert, Barenboim non ne conosceva la ricchezza completa, che contiene cose inaspettate; mentre si conosce l' importanza delle Sonate di Beethoven, definite da Bulow come il nuovo testamento della musica, si conosce l' importanza dei concerti di Mozart per pianoforte, tante Sonate di Schubert sono invece sconosciute o poco conosciute.

Barenboim esegue un Improvviso di Schubert Quindi Barenboim, non avendo il tempo di suonare in trasmissione una Sonata completa di Schubert, esegue in diretta al pianoforte l' Improvviso in la bemolle maggiore n. 2 dell' opera  142 di Schubert; esecuzione mirabile.

Chi non ha visto la trasmissione di Che tempo che fa del 23/11/2014 o chi vuole rivederla per riascoltare più attentamente sia l' intervista che la bella esecuzione dell' Improvviso in Lab+ op. 142 di Schubert, può vedere la trasmissione con il link seguente (è necessario avere Silverlight):

Daniel Barenboim - Che tempo che fa 23/11/2014