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The Pirate Bay ed il p2p; a che punto siamo

the-pirate-bayTempo fa, a questo indirizzo, avevo scritto qualcosa sul processo ai quattro gestori del sito The Pirate Bay. Il processo, iniziato il 16 febbraio, al contrario delle aspettattive, si è chiuso dopo un breve periodo di tempo, il 17 aprile, con la condanna dei quattro responsabili del sito di The Pirate Bay ad un anno di prigione ed a una multa di 2,7 milioni di euro (i rappresentanti delle major avevano chiesto 10,6 milioni di euro).

Naturalmente, questo processo, continuerà con i soliti ricorsi in appello e tutto è ancora da vedere. La multa era stata inflitta ai gestori di The Pirate Bay per risarcire i danni subiti ed i mancati introiti di molte società e major cinematografiche, Warner Bros, Sony Music o Columbia Pictures per citarne alcune. Il processo

a The Pirate Bay (ai gestori) si è tenuto in Svezia ed il paese, a causa di questo, è stato indicato su Internet come uno dei paesi europei meno permissivi per il peer-to-peer (p2p).

La cosa non finisce quì, perchè, a questo indirizzo ed a quest' altro indirizzo, leggo che il processo ai responsabili di The Pirate Bay potrebbe essere invalidato perchè il giudice svedese che ha inflitto la condanna è accusato di conflitto di interessi, in quanto membro di due associazioni per la difesa dell' industria cinematografica e discografica.

Comunque, come era prevedibile, il successo delle major nel processo svedese contro The Pirate Bay, ha incoraggiato altre major e società che vorrebbero tutelare i propri copyright; in Italia se ne parla a questo indirizzo.

In Francia, altro paese in cui si cerca di inibire il peer-to-peer, l' Assemblea Nazionale (camera bassa) approva la legge anti-pirateria, ritenuta la più restrittiva del mondo, anche se la legge non passa al Senato (camera alta); in Francia, qualora non vi sia un accordo tra le due camere, prevale la decisione dell' Assemblea Nazionale che è quindi più potente del Senato.

La legge prevede tre tipi di ammonimenti per chi fa p2p: il primo è un avvertimento tramite e-mail, segue quindi una lettera personale ed alla fine vi è l' impedimento alla connessione Internet per il recidivo per un periodo non inferiore ad un anno. Tutto questo in netto contrasto con un emendamento della UE che considera l' accesso ad Internet un diritto revocabile solo con un provvedimento della magistratura.

Si parla di questo in un articolo di Hardware Upgrade a questo indirizzo. Concludendo, pur ritenendo leciti i diritti degli autori, vi invito a leggere un altro articolo su Tecnozoom a questo indirizzo in cui si dice in sostanza che le major dovrebbero abbassare i prezzi.

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